MONETE PAPALI:
UN OMAGGIO DI MARTINO HAMERANI A GUIDO RENI

Il gioco della citazione percorre la storia delle arti creando stimolanti rimandi ed è frequente il caso che un artista ne citi un altro non per copiarlo ma come segno di rispetto verso il suo magistero. Una citazione di grande fascino è quella a cui ricorre, nel 1693, il celebre incisore pontificio Giovanni Martino Hamerani (1646 – 1705) per realizzare il conio del retro di una piastra in argento emessa per l’anno II di pontificato di papa Innocenzo XII Pignatelli.

STATO PONTIFICIO - ROMA
InnocenzoXII
(1691-1700)
Piastra 1693 Anno II
Ag (32,04 g; 44,5 mm)
Incisore Martino Hamerani

L’arcangelo Michele raffigurato sul retro è una libera citazione del
“San Michele Arcangelo che schiaccia il diavolo” dipinto da Guido Reni nel 1635

Conservazione eccezionale

STATO PONTIFICIO – ROMA
InnocenzoXII
(1691-1700)
Piastra 1693 Anno II
Ag (32,04 g; 44,5 mm)
Incisore Martino Hamerani

L’arcangelo Michele raffigurato sul retro è una libera citazione del

San Michele Arcangelo che schiaccia il diavolo” dipinto da Guido Reni nel 1635
Conservazione eccezionale
(Lotto 267 dell’asta 384 di Bertolami Fine Art)

In anni segnati da guerre incessanti tra i monarchi cristiani Papa Pignatelli chiede al suo sommo medaglista di attingere all’iconografia di San Michele Arcangelo per tradurre in immagini un appello alla pace: “Deus pacis conteret Satanam” (il Dio della pace calpesterà Satana). E l’artista capace di dare alla luce “quelle medaglie, che secondo l’universale opinione toccano i termini della somma perfezzione” assolve l’incarico scegliendo di confrontarsi con un grande maestro della pittura, Guido Reni, di cui cita il bellissimo “San Michele Arcangelo che schiaccia il diavolo” oggi visibile nella chiesa di Santa Maria della Concezione in Via Veneto.

Naturalmente Hamerani non copia pedissequamente l’opera del sommo maestro ma si concede delle digressioni dall’originale. Quali? La più vistosa riguarda le fattezze di Lucifero, che nella moneta torna a mostrare l’apparato iconografico del mostro demoniaco mentre nel quadro aveva un volto perfettamente umano, un volto che pare fosse quello del cardinal Giovan Battista Pamphilj, destinato a diventare papa col nome di Innocenzo X e acerrimo nemico della famiglia Barberini, committente del dipinto. Ligio all’iconografia classica nella rappresentazione di Satana, Hamerani sceglie invece la strada dell’innovazione armando il suo Arcangelo Michele di tre saette in luogo della spada o lancia che convenzionalmente quell’angelo guerriero brandisce. Quelle tre saette poste nelle mani di un santo protettore della Francia potrebbero voler rappresentare la Santa Trinità che incenerisce i nemici della nazione francese nei conflitti in corso e confermerebbero una lettura politica della raffigurazione scelta da papa Pignatelli per il retro della sua moneta. Il Papa, per niente sopra le parti, era infatti palesemente orientato a sostenere Luigi XIV.

GUIDO RENI San Michele Arcangelo che schiaccia il diavolo, 1635 Commissionato da Antonio Barberini, fatello di papa Urbano VIII, il dipinto liberamente citato da Hamerani nella sua piastra papale è conservato a Roma, nella Chiesa di Santa Maria della Concezione


GUIDO RENI
San Michele Arcangelo che schiaccia il diavolo, 1635

Commissionato da Antonio Barberini, fatello di papa Urbano VIII,
il dipinto liberamente citato da Hamerani nella sua piastra papale
è conservato a Roma, nella Chiesa di Santa Maria della Concezione

BERTOLAMI FINE ART
Asta 384
NUMISMATICA MODERNA
MONETE E MEDAGLIE ITALIANE ED ESTERE


29 maggio 2026 alle 15,00 CEST
Palazzo Caetani Lovatelli
Piazza Lovatelli, 1
Roma

Il catalogo dell’asta è pubblicato su
www.bertolamifineart.com


Ufficio stampa:
Scarlett Matassi +39 345 0825223
info@scarlettmatassi.com

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