
MONETE E MEDAGLIE:
IN ASTA I CAPOLAVORI DI LEONE LEONI E GASPARO MOLA
Di Benvenuto Cellini Leone Leoni fu l’antagonista più diretto e la rivalità tra i due sommi artisti sarebbe addirittura sfociata in un tentato omicidio. Nessuno dei due era d’altra parte uno stinco di santo e l’intreccio tra eccelso talento e propensione a condotte di vita estreme divenne la peculiarità su cui i posteri avrebbero costruito la loro leggenda. Gasparo Mola fu invece l’uomo più tranquillo del mondo, ma quanto a genialità quel lombardo un po’ noioso non era secondo a nessuno.
Quando si parla di oreficeria e medaglistica rinascimentali il pensiero va subito a Cellini.
Ma Cellini non fu l’unica stella di quell’arte straordinaria. Scorrendo il catalogo della vendita di monete e medaglie che Bertolami Fine Art casa d’aste batterà venerdì 29 maggio emergono i capolavori di alcuni maestri celebri presso gli appassionati di numismatica ma che meriterebbero di essere conosciuti anche al di fuori di quella nicchia di specialisti. Tra gli incisori straordinari di cui si parla ci sono Leone Leoni e uno dei suoi allievi più talentuosi, il comasco Gasparo Mola.

MILANO
Carlo V
(1535-1556)
Testone
Ag (11,85 g; 30,8 mm)
Incisore Leone Leoni
Conosciuto come Testone della Pietà
per la citazione sul retro di una Pietas tratta da un sesterzio di Caligola
Esemplare eccezionale di grande rarità
(Lotto 79)
Leone Leoni, l’avvelenatore di Cellini
Porta la firma del leggendario Leone Leoni (1509 ca – 1590) il lotto 79, un testone in argento coniato dal ducato di Milano nel periodo dell’annessione ai domini imperiali. La moneta mostra sul fronte un eccelso ritratto dell’imperatore Carlo V e sul retro la raffigurazione di una pietas che è una chiara citazione di un famoso sesterzio di Caligola.
Di Cellini Leone fu l’antagonista più diretto. Pare che i due si odiassero e che Leone si fosse spinto al punto di tentare di avvelenare il rivale con la polvere di diamante. Ma basta osservare questo suo straordinario e raro “Testone della pietà” per comprendere con chi Leone si sentisse davvero in competizione: la sfida che animava la sua ricerca l’aveva in realtà lanciata ai grandi incisori delle monete imperiali romane.

GAIO DETTO CALIGOLA
(37-41)Sesterzio, Roma 37-38 d.C.
alla Pietas velata seduta verso sinistra raffigurata sul retro di questo sesterzio
si ispira il famoso “Testone della Pietà” di Leone Leoni
Gasparo Mola “Il Cellini Lombardo”
Era invece un uomo tranquillo Gasparo Mola (1571 – 1640), niente a che vedere, dal punto di vista del temperamento e della vicenda esistenziale, con quella testa calda di Benvenuto Cellini. Tuttavia quel comasco probo e religioso l’impegnativo epiteto di Cellini lombardo se lo era meritato producendo opere di una straordinaria finezza richieste dai maggiori tra i signori italiani e anche da papa Urbano VIII che, nel 1625, lo aveva chiamato a dirigere la sua zecca. “Nella cesellatura il più famoso che oggi sia è Gasparo Moli, il quale ha fatto opere di gran meraviglia” scrivevano di lui i contemporanei e la qualità del ritratto di Urbano VIII effigiato sul fronte della piastra in argento che nel catalogo di Bertolami è contraddistinta dal numero di lotto 256 rende piena testimonianza a quel celebrato talento.
I capolavori dello scapestrato Leone Leoni e del suo morigerato allievo Gasparo Mola illuminano il catalogo della prossima asta di monete e medaglie moderne di Bertolami Fine Art, ricordandoci gli esiti altissimi dell’arte italiana della medaglia.

STATO PONTIFICIO – ROMA
Urbano VIII
(1623-1644)
Piastra Anno XV
Ag (31,45 g; 41,5 mm)
Incisore Gasparo Mola, ”Il Cellini lombardo”
(Lotto 256)
BERTOLAMI FINE ART
Asta 384
NUMISMATICA MODERNA
MONETE E MEDAGLIE ITALIANE ED ESTERE
29 maggio 2026 alle 15,00 CEST
Palazzo Caetani Lovatelli
Piazza Lovatelli, 1
Roma
Il catalogo dell’asta è pubblicato su
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Scarlett Matassi +39 345 0825223
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